Pesca di coralli preziosi e sostenibilità

Pesca di coralli preziosi e sostenibilità

Pesca di coralli preziosi e sostenibilità

 

Con la recente attenzione rivolta alle questioni ambientali, al giorno d’oggi i clienti stanno prestando sempre più attenzione ad acquistare in modo eco-sostenibile.
La sostenibilità è stata descritta come la nuova frontiera per l’industria della gioielleria e le generazioni moderne di consumatori richiedono standard etici sempre più elevati dai brand ai quali si rivolgono. Soprattutto nel contesto dei gioielli con gemme di colore è fondamentale educare i clienti sull’origine dei materiali per soddisfare le nuove aspettative da parte dei consumatori.
Il corallo è stato per lungo tempo oggetto di discussione in merito alla sostenibilità ambientale e molti clienti sono curiosi di sapere come acquistare coralli in modo bio-etico e come supportare il commercio sostenibile del corallo.
In questo articolo esploreremo insieme quali sono le norme sulla pesca e il commercio del corallo sia per il corallo Mediterraneo che per il corallo Pacifico e come sostenere uno sfruttamento sostenibile delle nostre risorse marine.

  • Corallo Mediterraneaneo
Metodi di pesca e regolamentazioni

Foto vintage di una barca “corallina” del 1920. Da archivio privato.

A partire dal 1000 d.C. circa “l’ingegno” o Croce di Sant’Andrea, una croce di legno con reti attaccate che veniva trascinata sul fondo del mare per attorcigliare il corallo, era il principale metodo di pesca per i coralli del Mediterraneo. L’ingegno veniva calato da una barca (chiamata “corallina”) e trascinato lungo il fondo del mare. Il movimento della barca aiutava a strappare i rami di corallo e portarlo in superficie.

Il corallo rosso mediterraneo (Corallium rubrum) è oggetto di raccolta sin dai tempi antichi e negli ultimi anni è emersa la necessità di piani di conservazione e gestione per questa specie.
Per questo motivo gli attrezzi di pesca non selettiva sono stati banditi e oggi solo i subacquei selezionati e autorizzati possono raccogliere il corallo Mediterraneo. La pesca tramite pescatori subacquei è decisamente più selettiva: una volta che il sub ha individuato la roccia dove si trova il corallo, può raccogliere solo i rami più grandi, preservando i più piccoli per consentire loro di crescere in futuro.
In Sardegna 30 anni di normative hanno permesso di preservare le risorse di corallo rosso in “buone condizioni ecologiche”. Le misure di gestione sono state in grado di regolare efficacemente il volume di pesca. Poiché esiste ancora una vasta distribuzione di fitte popolazioni in tutto il bacino del Mediterraneo e colonie di coralli con diametri basali inferiori a due millimetri sono sessualmente fertili, secondo gli scienziati il ​​corallo rosso mediterraneo non può essere considerato una specie in via di estinzione.

Importazione e acquisto di coralli del Mediterraneo

Dal momento che non è considerato una specie in via di estinzione, il corallo mediterraneo può essere acquistato e venduto, con poche rare eccezioni, in qualsiasi paese del mondo.
Quando si vendono coralli mediterranei, è sufficiente rilasciare o includere nella fattura un’ auto-dichiarazione di autenticità e di origine per certificare l’autenticità del corallo.

  • Corallo Pacifico
Metodi e regolamenti di pesca

A differenza del corallo rosso del Mediterraneo, il corallo del Pacifico abita in profondità superiori ai 100 m, il che ha reso la raccolta delle immersioni subacquee molto più difficile fino alla prima metà del secolo scorso. Al largo del Giappone, il dragaggio dei coralli iniziò subito dopo il 1804 ma inizialmente fu proibito. La pesca del corallo in Giappone è fiorita solo dopo che la Riforma Meiji ha abolito il sistema feudale nel 1968. A Konojoi Ebisuya è stato riconosciuto lo sviluppo della pesca giapponese, compresa l’invenzione di una rete di raccolta dei coralli più efficiente.
I dispositivi di dragaggio utilizzati nel Pacifico erano costituite da reti per corallo (grovigli di reti appesantite da pietre naturali) che venivano tirate sul fondo a 100–330 m. Il “rascle” era un dispositivo simile, costituito da un telaio metallico a V che sosteneva una rete.
Le navi costiere potevano impiegare fino a 18 piccole draghe contemporaneamente. Le draghe consistevano in una pietra rotonda da 10 kg con cinque reti attaccate. Con questo metodo, una singola nave riusciva a raccogliere fino a 80 kg di corallo.

Negli anni ’70 furono vietati gli attrezzi da pesca non selettivi a favore di una pesca non distruttiva.
Esistono oggi diversi metodi di pesca per la raccolta di coralli preziosi del Pacifico.

Se la profondità di pesca lo permette, il metodo di raccolta preferenziale resta la pesca tramite pescatori subacquei. La moderna tecnologia ha reso le immersioni subacquee, e quindi la pesca del corallo, molto più efficienti, fornendo ai sub attrezzature ed equipaggiamenti più efficienti.
I ROV di base disponibili oggi sono costituiti da una videocamera motorizzata in tempo reale che viene controllata dalla nave tramite un cavo che trasmette il segnale video a un monitor e registratore. I ROV possono anche essere dotati di un braccio robotico che consente la raccolta telecomandata. I ROV consentono la raccolta di corallo a profondità maggiori e con meno vincoli di tempo rispetto alle immersioni subacquee, ma a costi inferiori rispetto all’utilizzo di sommergibili con equipaggio.
I progressi nel campo della tecnologia marina negli anni ’90 hanno consentito la costruzione di sommergibili piccoli, leggeri e a basso costo, come il Deepworker 2000. Questa classe di sommergibili è composta da veicoli a un operatore che possono raggiungere i 610 mt di profondità. Il loro basso costo e le dimensioni ridotte ne consentono l’utilizzo in tandem, il che aumenta la sicurezza delle operazioni.

 

Importazione e acquisto di coralli del Pacifico

I coralli del Pacifico sono tra le specie protette incluse nell’Appendice III della Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio di estinzione (CITES) e pertanto possono essere venduti, ma solo se accompagnati da un’adeguata certificazione di origine, rilasciata dal venditore.

Le normative variano a seconda del Paese dell’importatore.

  • UE e Hong Kong: libero scambio e nessuna certificazione necessaria.
  • Giappone: il venditore deve fornire una certificazione CITES all’acquirente
  • Stati Uniti: il venditore deve fornire una certificazione CITES all’acquirente, che necessita di una licenza Fish & Wild valida per poter importare i coralli.

 

Riassumendo: cosa posso fare per sostenere il commercio sostenibile del corallo?

Fili di corallo rosso mediterraneo, disponibili sul nostro catalogo a questo link

 

1) Migliorare la regolamentazione del commercio di coralli che richiede la dimostrazione dell’uso e della raccolta sostenibili, sia per il commercio interno che per quello internazionale.
2) Adempiere agli obblighi di monitoraggio e gestione ai sensi del CITES per i prodotti commercializzati a livello internazionale.
3) Istituire una politica “no-take” per quanto riguarda le aree marine protette come riserve ecologiche.
4) Stabilire piani di gestione che limitino la raccolta di corallo a un livello sostenibile.
5) Prevenire la distruzione delle risorse di corallo, eventualmente attraverso l’applicazione di azioni legali.
6) Promuovere schemi di certificazione che diano vantaggio di mercato ai coralli raccolti in modo sostenibile.
7) Educare i clienti alla biodiversità e alla sostenibilità marina.
8) Educare le comunità locali ai metodi e alle normative sulla pesca sostenibile.

 

 

 

 

 

Bibliography

  • N. Gibson, R. J. A. Atkinson, and J. D. M. Gordon, The Exploitation and Conservation of Precious Corals from Oceanography and Marine Biology: An Annual Review, 2010
  • Fifteenth meeting of the Conference of the Parties Doha (Qatar), Convention on International trade in endangered species of wilf fauna and flora, March 2010
  • CBJO Coral Commission, The Coral Book, November 2017
  • RAC/SPA – Regional Activity Centre for Specially Protected Areas, Effects of fishing practices on the Mediterranean sea : Impact on marine sensitive habitats and species, technical solution and recommendations, 2003

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